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La direttiva sulla trasparenza salariale si applica già alla pubblica amministrazione?

Le autorità pubbliche potrebbero già essere vincolate, i datori di lavoro privati ancora no

La direttiva sulla trasparenza retributiva si applica alle autorità pubbliche e al settore semi-pubblico eventualmente già in parte, anche se la legge olandese di recepimento non è ancora stata adottata. La scadenza per il recepimento della direttiva era il 7 giugno 2026 ed è ormai scaduta. Una volta superata quella data, lo Stato si trova in una posizione diversa rispetto ai soggetti privati: una direttiva può, a determinate condizioni, avere effetto diretto nei confronti delle autorità pubbliche, poiché l'autorità pubblica è quella che avrebbe dovuto recepire la direttiva. Ciò riguarda quindi i ministeri, i comuni, le province, gli organismi pubblici indipendenti e le istituzioni che rientrano nella sfera dell'amministrazione pubblica o ad essa collegate.

Per i datori di lavoro privati la situazione è diversa. La Legge di recepimento della direttiva sulla trasparenza retributiva (proposta di legge 36949) è ancora in discussione presso la Camera dei Deputati; il dibattito in aula e la votazione devono ancora avvenire, e anche il Senato deve ancora pronunciarsi. Finché tale legge non esisterà, una direttiva non ha effetto diretto tra un datore di lavoro privato e un lavoratore. Per la maggior parte delle aziende nei Paesi Bassi, gli obblighi previsti dalla direttiva non si applicano ancora, anche se il termine di recepimento stesso è già scaduto.

Il fondamento: articoli 2 e proposta di legge 36949

L'articolo 1 e l'articolo 2 della direttiva (UE) 2023/970 determinano l'oggetto e l'ambito di applicazione: la direttiva si rivolge ai datori di lavoro del settore pubblico e di quello privato, senza eccezioni per le autorità pubbliche. Il fatto che la scadenza per il recepimento del 7 giugno 2026 sia scaduta mentre la legge di attuazione olandese è ancora in discussione in Parlamento è stabilito nella proposta di legge 36949: da allora i giudici devono interpretare il diritto nazionale in conformità alla direttiva, e i datori di lavoro del settore pubblico e semi-pubblico possono già essere vincolati direttamente dalla direttiva, mentre la direttiva non ha effetto diretto tra un datore di lavoro privato e un lavoratore.

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